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Via Jazz Mediterraneo – Corno Piccolo, Gran Sasso

Divertente itinerario che sfrutta un sistema di fessure e diedri sul torrione Aquila sulla parete Est del Corno Piccolo. La via ha poco materiale lungo i tiri e nelle soste va quasi sempre integrato un secondo punto, risulta quindi una salita di non facile lettura e con possibilità di finire su altre vie vicine anche se di analogo grado. La roccia è generalmente ottima con qualche sasso incastrato più instabile da valutare ma che è sempre possibile evitare. La difficoltà non è eccessiva ma si richiede comunque una buona esperienze alpinistica e di lettura. La discesa a piedi è facile e comoda e si ricollega poco dopo al sentiero della ferrata Danesi.

Bellezza★★☆☆
Prima salitaR. Iannilli, A. Esposito – 21 luglio 1996
TipologiaTrad
GradoTD, VI R2
EsposizioneEst
Dislivello (via / totale)180 m / 1000 m (senza cabinovia)
Sviluppo via195 m
Tipo di rocciaCalcare – ottima
Tempo (via / totale)2,5 ore / 7 ore

Accesso stradale

Si raggiunge Prati di Tivo dalla SS80 del Gran Sasso (da L’Aquila via Campotosto oppure da Montorio al Vomano). In caso fosse aperta la cabinovia della Madonnina è consigliabile utilizzarla per ridurre il dislivello dell’avvicinamento a 360 metri, in caso contrario è possibile raggiungere la località Cima Alta a quota 1640 m.

Avvicinamento

Da Cima Alta prendere l’evidente sentiero (n°103) in direzione della Madonnina di Prati di Tivo, si percorre il crinale e si supera l’abbandonato albergo Diruto fino a raggiungere l’arrivo della cabinovia. Si prosegue sempre sul sentiero 103 in direzione del vallone delle Cornacchie superando la svolta a destra per il sentiero Ventricini. Si continua oltre il passo delle scalette e si raggiunge il rifugio Franchetti, dopo poco si lascia il sentiero e si traversa sulla destra in direzione della parete di Torre Aquila – 2 ore da Cima Alta o 1 ora e 20 min dalla Madonnina

Relazione

  • L1: Prendendo a riferimento con chiodo con cordino su un diedro in alto, si punta un tettino, quindi si esce a sinistra in fessura superando un ribaltamento e quindi si segue a sinistra una fessura sostando alla base di due fessure parallele più a destra (sosta su chiodo nascosto e spuntone) – 40 m, V
  • L2: Si prende la fessura-lama di destra e la si percorre fino al termine (sasso appoggiato) raggiungendo un terrazzino dove si traversa sulla destra e si sosta (chiodo) – 35 m, VI-
  • L3: Proseguendo sulla destra in direzione del camino del diedro Iannetti ci si alza in placca fino alla base di un diedro (sosta su sasso incastrato) – 25 m, III+
  • L4: A sinistra del camino si percorre il diedro inizialmente aggettante (clessidra) e si prosegue più facilmente fino ad un pulpito (sosta 2 spit) – 30 m, VI
  • L5: Dalla sosta si traversa in discesa per qualche metro sulla destra fino a prendere un camino più facile che si lascia poco dopo per rientrare in placca sulla sinistra fino alla base di due fessure con chiodi (varianti da non salire), ci si sposta a destra dello spigolo e dopo una placchetta appoggiata si sosta su masso sotto il caratteristico tetto giallo – 30 m, V-
    In alternativa dalla sosta si sale dritti (chiodo) per ricollegarsi dopo pochi metri al tiro orginale.
  • L6: Si sale sotto il tetto che si supera a sinistra prendendo una fessura e quando si esaurisce si prosegue in placca (clessidra con cordino) fino all’uscita del pilastro (sosta su 2 chiodi) – 35 m, V+

Discesa

Dall’uscita della via si prosegue sul versante opposto (direzione est) per prendere un sentiero evidente che si collega alla parte finale del sentiero della ferrata Danesi. Giunti ad un bivio si prosegue a sinistra (sentiero n°105) per raggiungere la Sella dei due Corni e quindi si entra nel vallone delle Cornacchie (sentiero n°103) raggiungendo in breve il rifugio Franchetti e proseguendo come all’andata – 2 ore dall’uscita della via

Attrezzatura

  • Normale dotazione alpinistica
  • Corde doppie da 60 metri
  • Friend (misure C4 BD dal 0,3 al 3) e set di nuts
  • Martello e 2-3 chiodi