Aperta a inizio anni 60′, la via Malsiner-Moroder è diventata una classica sulle torri del Sella con uno sviluppo superiore ai 350 metri e diversi tratti di arrampicata sostenuta. L’itinerario sfrutta un sistema di placche e diedri abbastanza logico per poi puntare allo spigolo a destra che porta verso l’uscita in vetta, i tratti più difficili sono caratterizzati da roccia gialla a buchi spesso non ottima dove bisogna scalare con delicatezza e sono alternati da sezioni di roccia grigia di buona qualità. In generale non è una via da sottovalutare poiché richiedere una buona esperienza alpinistica sia per ricercare l’itinerario, a volte non scontato, sia per il materiale da rinforzare lungo i tiri con protezioni mobili mentre le soste sono da realizzare. L’accesso è comodo e la discesa si svolge in doppia sul versante sud per terminare nel canale che divide la terza torre dalla quarta, in generale è una salita da consigliare durante giornate calde per via dell’esposizione a nord.

| Bellezza | ★★★☆ |
| Prima salita | V. Malsiner, L. Moroder, 14 ottobre 1961 |
| Tipologia | Trad |
| Grado | TD, VI+ (V+ A0), R3 |
| Esposizione | Nord |
| Dislivello (via / totale) | 270 m / 360 m |
| Sviluppo via | 355 m |
| Tipo di roccia | Dolomia – da mediocre a buona |
| Tempo (via / totale) | 5-6 ore / 7-8 ore |
Accesso stradale
Dalla Val di Fassa o dalla Val Gardena percorrere la SS242 del Passo Sella e giungere in prossimità dell’hotel Maria Flora situato poco prima di raggiungere il passo se si proviene da Canazei. Parcheggiare in prossimità della struttura.
Avvicinamento
Dal parcheggio si supera l’hotel Maria Flora e si prende un sentiero sulla destra che sale a mezza costa a sinistra delle torri del Sella (ad un bivio tenere la traccia alta a destra), si prosegue fino alla terza torre dove conviene lasciare il sentiero e risalire il ghiaione per portarsi alla fine della terza torre e traversare fino alla quarta torre, si aggira per portarsi sotto la parete nord in prossimità di una placconata facile dove è presente un cordino su clessidra – 35 min dal parcheggio
Relazione
- L1: Si attacca in prossimità di una clessidra con cordino, si segue una fessura fino ad una sosta intermedia (clessidra e chiodo), quindi si lascia una fessura e si percorre una rampa verso destra fino alla sosta su 2 clessidre – 45 metri, IV+
- L2: Si sale su una parete gialla (roccia da valutare) in un vago diedro (vari chiodi), al suo termine si esce a destra (sosta su tre chiodi) – 25 metri, VI-
- L3: Dalla sosta si va a sinistra per prendere un diedro giallo, quando termina (clessidra) ci si sposta sulla destra e si tende a destra verso il lago sinistro di una grande nicchia (sosta su 3 chiodi) – 30 metri, VI-
- L4: Si esce dalla nicchia verso sinistra verso un vago spigolo, quindi un diedro (chiodi) che tende a sinistra fino ad un pulpito dove si sosta (4 chiodi) – 25 metri V+
- L5: Prendere inizialmente una lama, poi proseguire in placca leggermente sulla destra fino ad un evidente sezione di roccia gialla sovrastata da un tettino (allungare la protezione sull’ultimo chiodo), da qui si traversa a sinistra per andare a prendere una fessura e in verticale fino ad una sosta esposta e scomoda (4 chiodi) – 35 metri, VI
- L6: Si rimonta sulla placca fino ad un secondo chiodo dove ci si sposta a sinistra dello spigolo e si sale per poi rientrare a destra in sosta (2 chiodi) – 25 metri, VI
- L7: Si sale un diedro aperto facile a destra della sosta, quindi si rimonta un muretto in direzione di un grande muro giallo alla base del quale si sosta su 2 chiodi – 25 metri, V
- L8: Si affronta il muro giallo verticale con grandi buchi ma con roccia mediocre seguendo i numerosi chiodi presenti (ma spesso vecchi), si esce leggermente a sinistra dove, con un paio di chiodi, si superano due spigoli fino alla sosta (chiodo e clessidra) – 35 metri, VI+
- L9: Ingorando il camino sovrastante (dove si vedono cordini) si prende una rampa sulla destra e obliquando si raggiunge lo spigolo che dopo qualche metro verticale si supera a destra e, dopo un tratto con roccia delicata, si rientra a sinistra su una cengia dove si sosta (2 chiodi) – 40 metri, V
- L10: Qui si sale su roccia gialla mediocre fino ad un spit dove si traversa a destra oltre allo spigolo (possibile traversare subito dopo la sosta) e si entra su un pendio ghiaioso più facile (sosta su clessidra) – 45 metri, V-
- L11: Ultimi metri facili su ghiaino e detriti che portano sulla cima della IV torre dove è presente il libro di vetta (sosta su spuntone – 30 metri, III

Discesa
Per la discesa ci si porta verso il Piz Ciavazes e dietro un roccione si trova un terrazzino con un primo ancoraggio. Si effettuano 9 doppie da 25/30 m (ancoraggio con anello cementato) che portano nel canale tra la III e la IV torre del Sella, possibile concatenare alcune doppie (soprattutto le ultime) ma fare attenzione a incastro corde e caduta sassi. Dalla base si percorre il canale in discesa per andare a riprendere il sentiero – 2 ore circa dall’uscita della via
Attrezzatura
- Normale dotazione alpinistica
- Corde doppie da 50 o 60 metri
- Friend (misure C4 BD dallo 0,1 al 3) e nuts
- Martello e 3-4 chiodi per integrare le soste











