Bella via d’ambiente su una parete del Gran Sasso poco frequentata, l’itinerario è stato aperto nel 1932 e affrontava salti e diedri con difficoltà notevoli per l’epoca, inoltre il primo tiro non esisteva in quanto il ghiacciaio ricopriva una parte della base della parete (dove oggi si trova roccia bianca a tratti slavata). Lo stampo è pienamente dolomitico (come tutta la parete) con tratti di roccia buona alternati a diedri più instabili (solitamente sul facile) e intervallati da cenge e terrazze. Ad oggi la via rappresenta il classico esempio di alpinismo più selvaggio per via del poco materiale lungo i tiri (ogni sosta è da rinforzare e realizzare), la ricerca dell’itinerario e non ultimo il lungo avvicinamento con una discesa non scontata. La via regala comunque ampie soddisfazioni per l’ambiente maestoso e la possibilità di scalare il più delle volte da soli, inoltre dall’uscita della via è possibile proseguire per la cresta verso la vetta occidentale (traversata delle 3 vette). Si consiglia di affrontare la via a stagione inoltrata per via della possibilità di trovare neve sulle cenge e di informarsi dello stato di innevamento del calderone per valutare eventuali ramponi (sebbene le pendenze siano modeste ad eccezione degli ultimi metri finali).

| Bellezza | ★★☆☆ |
| Prima salita | B. Marsili, B. Giardetti – 16 luglio 1932 |
| Tipologia | Trad |
| Grado | TD-, V+ (V A0), R2 |
| Esposizione | Nord-Est |
| Dislivello (via / totale) | 200 m / 1300 m (da Cima Alta) o 1050 m (da Campo Imperatore) |
| Sviluppo via | 260 m |
| Tipo di roccia | Calcare – buona (mediocre sul facile) |
| Tempo (via / totale) | 4 ore / 8-9 ore |
Accesso stradale
Da Campo Imperatore:
Dall’autostrada A24 si raggiunge l’abitato di Fonte Cerreto dall’uscita di Assergi tramite la SS17bis, si prosegue per circa 16 km fino al bivio per Campo Imperatore e poi fino al piazzale.
Da Prati di Tivo:
Si raggiunge Prati di Tivo dalla SS80 del Gran Sasso (da L’Aquila via Campotosto oppure da Montorio al Vomano). In caso fosse aperta la cabinovia della Madonnina è consigliabile utilizzarla per ridurre il dislivello dell’avvicinamento a 360 metri, in caso contrario è possibile raggiungere la località Cima Alta a quota 1640 m.
Avvicinamento
Da Campo Imperatore:
Dal parcheggio prendere il sentiero 100D verso il rifugio Duca degli Abruzzi e la cresta della Portella, dopo poco proseguire al bivio sul sentiero 101 verso la sella del Monte Aquila, una volta raggiunta si continua in direzione Corno Grande e al primo bivio si prende a sinistra la normale alla vetta occidentale (segnavia 103) fino alla Sella del Brecciato, qui si prosegue a destra e poi si tiene la sinistra ad un paio di bivi successivi fino al Passo del Cannone (breve tratto con cavo di acciaio), quindi si prosegue in falsopiano fino all’ex ghiacciaio del calderone. Da qui è ben visibile la parete e l’accatto della via a sinistra di un diedro colatoio – 1 ora e mezza/2 ore ore da Campo Imperatore
Da Prati di Tivo:
Da Cima Alta prendere l’evidente sentiero (n°103) in direzione della Madonnina di Prati di Tivo, si percorre il crinale e si supera l’abbandonato albergo Diruto fino a raggiungere l’arrivo della cabinovia. Si prosegue sempre sul sentiero 103 in direzione del vallone delle Cornacchie superando la svolta a destra per il sentiero Ventricini e lungo il passo delle scalette fino al rif. Franchetti. Si prosegue oltre fino a poco prima della Sella dei Grilli dove si va a sinistra in direzione del passo del cannone e al bivio successivo si si tiene a sinistra in falsopiano (sentiero 153) fino all’ex ghiacciaio del calderone. Da qui è ben visibile la parete e l’accatto della via a sinistra di un diedro colatoio – 2 ore/2 ore e mezza da Cima Alta
Relazione
- L1: Si risale su diedro aperto di placca gialla a sinistra del colatoio in prossimità di una cengetta dove si vede un chiodo con cordone, dopo un primo risalto si affronta un secondo muretto con passo tecnico (chiodo), quindi un ultimo tratto più facile. Si esce su un cengione e si sale verso destra ad un’altra cengia dove si trova un chiodo per la sosta – 40 metri, V+
- L2: Ci si alza a destra (dove la roccia è più buona) verso lo spigolo ma senza superarlo, quindi in verticale su una rampa fino ad una cengia, qui si prende a sinistra un diedro con roccia più delicata (non proseguire a destra, via Cambi di Prospettive, dove si vede un chiodo con cordino) e lo si segue fino ad incontrare un chiodo con cordone dove si sosta – 30 metri, VI+
- L3: Si rimonta nel canale fino ad uscire su una terrazza profonda che si attraversa per prendere un diedro di uscita che immette su un’ampia rampa della via Gaulerzi, si attraversa in direzione di una sosta visibile qualche metro sopra su un cengia (2 chiodi con cordone) – 40 metri, IV
- L4: Dalla sosta si rinvia subito un chiodo a sinistra per poi alzarsi in placca verso destra, quindi leggermente a sinistra per prendere un camino che si segue fino al termine in cengi e si sosta su spuntone – 30 metri, V-
- L5: Si sale in verticale 2-3 metri per poi traversare verso una prima fessura (chiodo), si prosegue a sinistra su roccia non ottima ad una seconda fessura (2 chiodi) se si risale atleticamente. Quindi si entra su un ballatoio che si attraversa e si sosta sotto un diedro su spuntoni con cordoni (la sosta originale, 1 chiodo, dovrebbe trovarsi più a sinistra ma risulta più scomoda per il tiro successivo) – 25 metri, V+
- L6: Si affronta il primo risalto nel diedro e quindi l’ampia costola ammanigliata a sinistra, quindi si entra nel camino che a metà si lascia (ignorare il cordone su spuntone più avanti) per prenderne un secondo verso sinistra e si fa sosta prima di un cunicolo tra due pareti (sosta su friends) – 25 metri, V-
- L7: Da qui sulla destra si vede un camino con sasso incastrato e un chiodo con cordino, lo si risale fino al termine e poi sulla destra un diedro più facile conduce direttamente sulla Vetta Centrale (sosta su uno spit) – 30 metri, V

Discesa
Per Campo Imperatore:
– Via ferrata Bafile: Dalla vetta si scende sulla destra per andare verso la forcella Gaulerzi, da qui (scendendo qualche metro ed ignorando il primo spit) si trova un primo ancoraggio per una doppia da 30 m, si arriva sul lato sinistro (faccia a monte) della grande terrazza che si collega alla forchetta del calderone (possibile anche disarrampicare). Si attraversa tutta la terrazza fino ad incontrare un altro canalino che si risale per 10 metri per raggiungere la Forchetta del Calderone, da qui si scende nel canale verso est (tenere la sinistra) fino al sentiero della ferrata Bafile. Si percorre tutta la ferrata fino al Sassone e quindi verso il Monte Aquila (sentiero 104) per proseguire come all’andata – 3 ore
– Via Calderone: Dalla vetta si scende sulla destra per andare verso la forcella Gaulerzi, da qui (scendendo qualche metro ed ignorando il primo spit) si trova un primo ancoraggio per una doppia da 30 m, si arriva sul lato sinistro (faccia a monte) della grande terrazza che si collega alla forchetta del calderone, da qui o si prosegue con un paio doppie corte o si percorre l’evidente via in discesa (passi di II+) fino al calderone, quindi si segue il percorso a ritroso dell’andata – 2 ore e mezza
Per Prati di Tivo:
– Via Calderone: Si scende come sopra e si torna circa alla base della via da dove si segue a ritroso il percorso dell’andata – 2 ore e mezza/ 3 ore
– Via vetta Orientale – ferrata Ricci: Dalla vetta centrale ci si sposta verso est per scendere (tenersi a sinistra della cresta) verso alla forchetta Sivitilli che divide la vetta centrale dalla orientale, quindi si risale facilmente su quest’ultima. Da qui si scende per sentiero obbligato della ferrata Ricci (prima parte non attrezzata) e dopo aver percorso la cresta si giunge sull’anticima nord da dove riprende il tratto attrezzato fino al rif. Franchetti, si prosegue il percorso dell’andata a ritroso – 2 ore e mezza
Attrezzatura
- Normale dotazione alpinistica
- Corde doppie da 60 metri
- Friend (misure C4 BD dallo 0,3 al 2, possibile doppiare dal 0,5 all’1) e set di nuts
- Martello e 3-4 chiodi









