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Via Marhaba – Corno Piccolo, Gran Sasso

La via Marhaba affronta le splendide e compatte placche iniziali della parete nord del Corno Piccolo, sfruttando le debolezze della roccia nelle quali gli apritori hanno potuto piazzare delle protezioni. Molto bello ed impegnativo il primo tiro, dove bisogna mettere in pratica un ‘ottima tecnica di piedi per valorizzare i minimi appigli presenti con una proteggibilità che non è mai abbondante ma abbastanza sicura. Anche se i tiri centrali della via risultano un po’ discontinui e su terreno più facile, questi conducono ad una spettacolare fessura offwidth, che si affronta sull’ultimo tiro, ben protetta a spit nella sua parte inferiore dove si concentrano le difficoltà e da proteggere nella parte superiore con friends grandi. Un’ attenzione particolare deve essere rivolta alle soste del primo e del terzo tiro, che iniziano a soffrire dei segni del tempo, vanno quindi opportunatamente rinforzate, mentre la sosta dell’ultimo tiro può essere allestita sulla sinistra su spuntone o meglio ancora, fatta su spit se si procede a destra all’uscita della fessura. Nel complesso questo itinerario risulta quindi molto vario, spaziando su uno stile d’arrampicata che va dalla placca compatta allo stile in fessura sempre su roccia eccezionale. La comodità d’accesso, la vicinanza alle soste di calata dei salti della cresta nord-est, uniti alla bellezza dei tiri rendono questo itinerario un’ottima scelta in caso di giornate non eccessivamente lunghe e resta comunque una bella via da ripetere per le sue caratteristiche cosi varie.

Bellezza★★★☆
Prima salitaB. Vitale, R. Ferrante, P. Bongianni – agosto 1998
TipologiaTrad
GradoD+, VII- R3
EsposizioneNord
Dislivello (via / totale)190 m / 750 m (senza cabinovia)
Sviluppo via200 m
Tipo di rocciaCalcare – ottima
Tempo (via / totale)2,5 ore / 4-5 ore

Accesso stradale

Si raggiunge Prati di Tivo dalla SS80 del Gran Sasso (da L’Aquila via Campotosto oppure da Montorio al Vomano). In caso fosse aperta la cabinovia della Madonnina è consigliabile utilizzarla per ridurre il dislivello dell’avvicinamento a 360 metri, in caso contrario è possibile raggiungere la località Cima Alta a quota 1640 m.

Avvicinamento

Da Cima Alta prendere l’evidente sentiero (n°103) in direzione della Madonnina di Prati di Tivo, si percorre il crinale e si supera l’abbandonato albergo Diruto fino a raggiungere l’arrivo della cabinovia. Si prosegue sempre sul sentiero 103 in direzione del vallone delle Cornacchie superando la svolta a destra per il sentiero Ventricini. Poco dopo si trova un altro bivio a destra non segnalato per un sentiero erboso che si alza lungo il crinale nord-est, seguirlo per raggiungere una sella e proseguire lungo la parete Nord fino ad arrivare alla base della placca dove attacca la via, riconoscibile da uno spit con cordone posto sulla verticale di un sistema di esili fessure – 1:10 ore da Cima Alta o 30 min dalla Madonnina

Relazione

  • L1: Seguire una fessurina che si sviluppa alla base della placca, ben proteggibile a friends e grazie alla presenza di un chiodo, per poi puntare ad uno spit con cordone, il quale protegge un passaggio molto delicato su placca tecnica, per arrivare ad una buona presa e successivamente, una volta raggiunto un chiodo, si affronta un secondo passaggio delicato su placca per poi uscire verso sinistra ad un tratto di placca appoggiata che, sfruttando una serie di buchi, porta in sosta (sosta su 2 chiodi), ATTENZIONE sosta da rinforzare (friends o chiodi, gli attuali sono molto datati) – 40 m, VII-
  • L2: Salire sopra la sosta, affrontando un primo risalto su dei speroni (chiodo), per poi arrivare in una zona della parete incisa da vari diedri. Risalire inizialmente il diedro che tende a sinistra per circa 6/8 metri, per poi abbandonarlo tendendo verso destra (clessidre). Una volta giunti su placca appoggiata, su terreno più facile, tendere decisamente a destra, traversando e andando a cercare una sosta a spit. per- 45 m, IV+
  • L3: Si prende il diedro fessura di destra puntando ad un diedro camino sulla verticale, risalire le iniziali fessure fino ad un chiodo, raggiunto il quale si piega leggermente a sinistra andando ad inserirsi nel diedro camino e proteggendosi a friends si raggiunge la sosta su di una cengia che si trova in cima allo sperone dove termina il diedro(sosta a chiodi) – 35 m, V
  • L4: Ci si alza sulla verticale della sosta puntando ad un chiodo, superato il quale si entra in una zona della parete con roccia più lavorata e successivamente si giunge su una piccola cengia con zolle erbose dove si trova una clessidra con cordino sulla quale è possibile allestire una sosta, rinforzando con friend piccolo in una fessurina sulla sinistra. In alternativa si possono percorrere altri 10 metri circa e puntare alla base dell’evidente diedro di destra dove è presente una netta fessura strapiombante che tende verso destra. Possibilità di allestire una sosta sul primo spit – 30 m (sosta su clessidra) o 40 m (sosta con spit), V
  • L5: Attaccare la splendida fessura, progredendo verso destra ( 2 spit), fino ad arrivare in una nicchia dove è possibile proteggersi con friends, per poi riportarsi nel diedro ascendente verso sinistra su difficoltà meno sostenute, terminato il quale si tende di nuovo verso destra ad aggirare una spigolo fino ad arrivare su una cengia dove è la sosta(sosta a spit). Possibilità di uscire sulla sinistra una volta terminato il diedro (sosta da allestire su spuntone), da qui facilmente si raggiunge la cengia in prossimità della sosta di calata del secondo salto della cresta Nord-est – 45 m, VI+

Discesa

Per la discesa si può proseguire fino in cresta e continuare a risalire fino alla cima del Corno Piccolo, da qui si scende per la ferrata Danesi o la via Normale e al loro termine risalire verso la Sella dei due Corni per scendere lungo il vallone delle Cornacchie riprendendo il sentiero di salita – 2:30 dall’uscita della via alla Madonnina

In alternativa da poco sotto la cima si può percorrere la cresta e dirigersi a est lungo la parete ovest della prima spalla dove sono presenti due linee di discesa su spit con 4 doppie ciascuna. Dalla fine delle doppie ci si abbassa traversando verso sinistra fino ad incontrare il sentiero Ventricini che si percorre al contrario – 2:00 ore dalla fine delle doppie alla Madonnina

La discesa lungo la cresta nord-est è la più breve dato che dall’uscita della via, tenendosi sulla sinistra faccia a monte, si raggiunge in breve la prima doppia situata sul secondo salto. Una volta arrivati alla cengia sommitale dietro il secondo salto, far attenzione ad aggirare lo spigolo per trovare la prima sosta inox. Si scende in doppia per 50 metri puntando ad un terrazzino erboso a sinistra (faccia a monte), quindi si risale per 10 metri verso sinistra puntando ad un secondo sasso dove è presente una seconda doppia di 45 metri (1° Salto) sempre sulla faccia nord-est. Si giunge alla base su un sentierino che piega a sinistra in un canalino (II+) da disarrampicare e torna poco dopo sentiero verso destra e in breve riporta sul sentiero 103 verso la Madonnina – 1:30 ore dall’uscita della via alla Madonnina

Attrezzatura

  • Normale dotazione alpinistica
  • Corde doppie da 60 metri
  • Friend (misure C4 BD dal 0,3 al 3), Utile il 4 per l’ultimo tiro
  • Martello, chiodi e nuts utili