Bellissima via che sfrutta le eleganti placche della seconda spalla con qualche tiro di fessura per tutte le misure. I tiri di placca (uno in particolare sostenuto) è un susseguirsi di tacche e buchetti (protetto a chiodi e qualche spit) a cui seguono alcune lunghezze di fessura prima di dita e poi di mano. L’itinerario mantiene su quasi tutte le lunghezze un bel grado (l’uso dello spit è limitato ai soli tratti non proteggibili), le soste sono state richiodate a spit. In generale è una salita da non perdere e magari da abbinare a qualcosa sulla prima spalla.

| Bellezza | ★★★★ |
| Prima salita | R. Iannilli, R. Borrelli – 16 e 17 luglio 1994 |
| Tipologia | Trad |
| Grado | ED, VII+ (VII- e A0) R2 |
| Esposizione | Sud-Ovest |
| Dislivello (via / totale) | 170 m / 630 m (senza cabinovia) |
| Sviluppo via | 200 m |
| Tipo di roccia | Calcare – ottimo |
| Tempo (via / totale) | 3,5 ore / 6 ore |
Accesso stradale
Si raggiunge Prati di Tivo dalla SS80 del Gran Sasso (da L’Aquila via Campotosto oppure da Montorio al Vomano). In caso fosse aperta la cabinovia della Madonnina è consigliabile utilizzarla per ridurre il dislivello dell’avvicinamento a 550 metri scarsi, in caso contrario è possibile raggiungere la località Cima Alta a quota 1640 m.
Avvicinamento
Da Cima Alta prendere l’evidente sentiero (n°103) in direzione della Madonnina di Prati di Tivo, si percorre il crinale e si supera l’abbandonato albergo Diruto fino a raggiungere l’arrivo della cabinovia. Si prosegue sempre sul sentiero 103 in direzione del vallone delle Cornacchie e poco dopo svoltare a destra per il sentiero Ventricini. Continuare lungamente per il tracciato a mezzacosta fino all’altezza delle Spalle, superate due selle inizia il tratto attrezzato scendendo nel canale del Tesoro e si risale tramite due scalette. Risalito il canale si arriva ad un pulpito e poco dopo più in basso una bella placconata sotto la parete sud-ovest da dove parte la via – 1:40 ore da Cima Alta o 1 ora dalla Madonnina
Relazione
- L1: La via attacca sotto uno spigolo con un naso, a sinistra del diedro di Aquilotti 75′. Si sale in placca (nut incastrato) per prendere alcune prese rovesce che superano un ribaltino, quindi ancora in placca (clessidra) fino ad una macchia gialla di un vecchio distacco dove si sosta su 2 spit (in alternativa si sale nel diedro a sinistra con difficoltà minori) – 25 m, VI-
- L2: Si monta sulla placca (chiodo) e si prosegue verso uno spit e poi una clessidra, arrivati ad un chiodo si prosegue a destra (clessidre) e si esce a sinistra per facili diedrini (sosta su 2 spit) – 35 m, VII+
- L3: Si prende un bella fessurina di dita (3 chiodi) e quando si esaurisce si traversa a destra ad una lama delicata (chiodo) per poi alzarsi ad una vecchia sosta con 2 chiodi. Da qui si si alza e si traversa delicatamente a destra per prendere una fessura larga (utile friend n°3) che poi si abbatte e si prosegue facilmente fino ad una cengia dove è presente la sosta con 2 spit in comune con Aquilotti 75′ (poco più a sinistra è presente una seconda sosta a spit in caso fosse occupata la prima) – 35 m, VII
- L4: Dalla sosta di destra ci si sposta un po’ a sinistra per prendere una placca a croste fino ad un chiodo obliquando leggermente a destra, quindi in verticale per andare a prendere diedro accennato che tende a sinistra fino a che non si esaurisce. Sulla destra in una nicchia erbosa si trova la sosta (2 spit) – 35 m, V-
- L5: Subito un chiodo a sinistra e poi in verticale in placca (chiodi e poi una clessidra) si allunga leggermente a destra verso una clessidra aleatoria (protezioni lontane). Da qui evitare la sosta visibile a sinistra ma alzarsi verso destra per prendere un tettino con una fessura rovescia, la si percorre verso destra e si scavalca verso la sosta (2 spit) – 35 m, VI
- L6: Ancora qualche metro di placca a sinistra, da qui si prende a sinistra una fessura ben proteggibile e, una volta usciti, a destra è presente un rivolo che conduce all’uscita della via (sosta da allestire su massi). In alternativa alla fessura si può uscire a destra nel diedro di Placche di Manitù (V) – 40 m, VII-

Discesa
Per la discesa la soluzione più veloce è a piedi nel canale Bonacossa, si prosegue la cresta raggiungendo poco dopo la forcella che separa la seconda dalla prima Spalla, quindi si scende nel canale con un passo di III+ (presenti vari cordoni). Alla base del canale si prosegue come sopra – 1:30 dall’uscita della via alla Madonnina
In alternativa sono presenti le doppie nel canale Bonacossa (la prima sosta si trova in un forcellino in direzione sud rispetto all’uscita della via, oppure sempre sullo stesso versante ci si sposta 4 metri a sinistra e si trova una nuova sosta).
Per le doppie sul Bonacossa sono presenti 4 soste nuove, con le corde da 60 metri si possono concatenare (2 doppie), sulla sinistra (faccia a monte) è presente un’altra linea di doppie con soste su clessidre e chiodi:
- D1 (30 m): Dalla sosta (3 spit oppure più a sinistra, direzione N, 2 fittoni con anello) si cala in verticale sulla placca fino ad una sosta con 2 fittoni e anello
- D2 (30 m): Dalla sosta precedente si continua in verticale leggermente a destra fino ad un’altra sosta su 2 fittoni e anello
- D3 (25 m): Dalla sosta precedente si continua in verticale leggermente a destra fino ad un’altra sosta su 2 fittoni e anello
- D4 (30 m): Dalla sosta precedente si continua in verticale fino a terra
Si scendono gli ultimi 50 metri a piedi fino a riprendere il sentiero (ometti) che riportano sul sentiero Ventricini che si percorre al contrario fino alla macchina – 1:30 min dalla fine delle doppie alla Madonnina
Attrezzatura
- Normale dotazione alpinistica
- Corde doppie da 50 metri
- Friend (misure C4 BD dal 0,1 al 3) e set di nuts
- Martello e chiodi non necessari






