Bellissima linea sulla parete est dell’anticima del Corno Piccolo (Gran Sasso) ad opera di Roberto Iannilli e Andrea Imbrosciano. La via sfrutta una serie di diedri e fessure sempre con roccia di ottima qualità che si sviluppano a destra della grande crepa e raggiungendo l’anticima sulla cresta nord-est. L’itinerario richiede una buona esperienza alpinistica sia nella ricerca della via sia per il poco materiale presente lungo i tiri, le soste sono spesso da integrare o da realizzare da zero e i tiri impegnativi si trovano nella parte finale, in ogni caso le difficoltà sono ben proteggibili anche se qualche sezione sui tiri richiede dei runout. Sicuramente è una linea da ripetere e da non sottovalutare ma che regala grandi soddisfazioni nell’arrampicata.

| Bellezza | ★★★★ |
| Prima salita | R. Iannilli e A. Imbrosciano – 20 luglio 1991 |
| Tipologia | Trad |
| Grado | ED-, VII (VII- A0) R2+ |
| Esposizione | Est |
| Dislivello (via / totale) | 230 m / 950 m (senza cabinovia) |
| Sviluppo via | 325 m |
| Tipo di roccia | Calcare – da buona a ottima |
| Tempo (via / totale) | 6,5 ore / 9-10 ore |
Accesso stradale
Si raggiunge Prati di Tivo dalla SS80 del Gran Sasso (da L’Aquila via Campotosto oppure da Montorio al Vomano). In caso fosse aperta la cabinovia della Madonnina è consigliabile utilizzarla per ridurre il dislivello dell’avvicinamento a 360 metri, in caso contrario è possibile raggiungere la località Cima Alta a quota 1640 m.
Avvicinamento
Da Cima Alta prendere l’evidente sentiero (n°103) in direzione della Madonnina di Prati di Tivo, si percorre il crinale e si supera l’abbandonato albergo Diruto fino a raggiungere l’arrivo della cabinovia. Si prosegue sempre sul sentiero 103 in direzione del vallone delle Cornacchie superando la svolta a destra per il sentiero Ventricini. Si continua fino a poco prima del passo delle scalette dove conviene lasciare il tracciato e proseguire a destra senza percorso obbligato lungo la parete est (evitando il ghiaione a sinistra). Superata la grotta delle Cornacchie si raggiunge il secondo diedro, la via attacca dopo uno spigolo, in prossimità di una fessura, prima del diedro – 1:40 ore da Cima Alta o 1 ora dalla Madonnina
Relazione
- L1: Si risale una bella fessura subito a sinistra dello spigolo (al suo termine chiodo), quindi ancora fessure (ignorare i diedri a sinistra) fino alla sosta in comune con Via Spigolo a destra della crepa (3 chiodi) – 35 m, VI
- L2: Alzarsi sopra la sosta sul diedro di sinistra con due fessure, quindi si esce sulla destra appena prima dello spigolo. Sosta alla base di un diedro canale (2 chiodi) o prima dello spigolo (2 chiodi) – 30 m, V+
- L3: Si risale il canale (chiodo) fino ad una sosta intermedia scomoda (2 chiodi), si prosegue in placca leggermente a sinistra (chiodi) e si arriva ad un’altra possibile sosta con un chiodo (scomoda), meglio proseguire poco oltre fino ad un pulpito (sosta da allestire) – 55 m, VI-
- L4: Prendere il diedro/lama oltrepassando una sosta intermedia su 2 chiodi, da qui si traversa leggermente a sinistra su placca sprotetta per poi prendere un altro diedro fessura (sosta su 2 chiodi) – 30 m, V
- L5: Risalire un diedrino con fessura (chiodo al termine) e prendere un tratto di placca (nut incastrato) arrivando ad una cengia erbosa, si traversa sulla destra alla base di una fessura su una rampa dove si sosta – 35 m, VI+
- L6: Ci si alza sulla fessura con toppe di erba sulla rampa e si prosegue facilmente con il diedro fino alla sosta (2 chiodi) – 25 m, V+
- L7: Si prende a destra la costola-fessura fino a due chiodi, poi dritti in placca (sostenuto) e poi leggermente a destra verso un chiodo e una microclessidra, si prosegue in placca (chiodo) e infine leggermente a sinistra ad una costola fino alla sosta sotto i grandi strapiombi gialli (sosta 2 chiodi) – 35 m, VII
- L8: Dallo sosta ci si alza un paio di metri a destra e si traversa decisamente su prese buone e roccia gialla (chiodi) fino ad uno spigolo che si aggira per poi sostare alla base di una placca (sosta 1 chiodo) – 20 m, V
- L9: Montare in placca (spit) con passaggi delicati tendendo a destra fino ad una costola (chiodo), qui si traversa in discesa a destra fino alla base di un camino (sosta 1 chiodo) – 30 m, VII
- L10: Si percorre il camino (primo passo più duro) fino al termine uscendo su un forcellino in vetta (sosta su spuntone) – 35 m, V-

Discesa
Per la discesa si può risalire la cima del Corno Piccolo e scendere per la ferrata Danesi o la via Normale e al loro termine risalire verso la Sella dei due Corni per scendere lungo il vallone delle Cornacchie riprendendo il sentiero di salita – 3:30 dall’uscita della via alla Madonnina
Più breve ma più articolata è la discesa lungo la cresta nord-est verso i due salti. In questo caso dall’uscita della via ci si inizia ad abbassare per una serie di canalini traversando a destra (faccia a valle) dove le difficoltà sono minori superando 2-3 canali e mantenendo come riferimento la cresta stessa. Si trova una sosta su clessidra con maglia rapida dove è possibile fare una doppia obliquando a sinistra (faccia a monte) di circa 40 metri (in alternativa si scende disarrampicando III+). Si continua per un sentiero in diagonale che porta ad una cengia esposta e si prosegue ancora qualche metro fino ad grosso sasso (2° Salto) dove è presente una catena inox con anello (nascosta dietro). Si scende in doppia per 50 metri puntando ad un terrazzino erboso a sinistra (faccia a monte), quindi si risale per 10 metri verso sinistra puntando ad un secondo sasso dove è presente una seconda doppia di 45 metri (1° Salto) sempre sulla faccia nord-est. Si giunge alla base su un sentierino che piega a sinistra in un canalino (II+) da disarrampicare e torna poco dopo sentiero verso destra e in breve riporta sul sentiero 103 verso la Madonnina – 2:30/3 ore dall’uscita della via alla Madonnina
Attrezzatura
- Normale dotazione alpinistica
- Corde doppie da 60 metri
- Friend (misure C4 BD dal 0,1 al 3) e set di nuts
- Martello e 4 chiodi











