Vai al contenuto

Via del Bombardamento – Corno Piccolo, Gran Sasso

Bella via storica con ottima roccia e poco ripetuta sulla parete nord del Corno Piccolo. Il tiro interessante è il secondo (utile spezzarlo con una sosta intermedia) che presenta un lunghissimo diedro camino che nella parte finale diventa aggettante; il grado proposto dagli apritori nel 1969 (V+) è senza dubbio da considerarsi storico e, a nostro parere, da rivalutare al rialzo. Gli altri tiri non presentano particolari difficoltà e una cordata veloce può abbinare la salita ad una seconda via. Una volta usciti in cima si possono valutare varie alternative per la discesa (più o meno veloci). Le soste, ad eccezione dei primi due tiri, sono da realizzare ma le numerose clessidre facilitano l’esecuzione.

Bellezza★★★☆
Prima salitaF. Bachetti, A. De Felice e U. V. Rosati – 8 agosto 1969
TipologiaTrad
GradoD+, VI R2
EsposizioneNord
Dislivello (via / totale)180 m / 750 m (senza cabinovia)
Sviluppo via235 m
Tipo di rocciaCalcare – ottima
Tempo (via / totale)2 ore / 3,5-4,5 ore

Accesso stradale

Si raggiunge Prati di Tivo dalla SS80 del Gran Sasso (da L’Aquila via Campotosto oppure da Montorio al Vomano). In caso fosse aperta la cabinovia della Madonnina è consigliabile utilizzarla per ridurre il dislivello dell’avvicinamento a 360 metri, in caso contrario è possibile raggiungere la località Cima Alta a quota 1640 m.

Avvicinamento

Da Cima Alta prendere l’evidente sentiero (n°103) in direzione della Madonnina di Prati di Tivo, si percorre il crinale e si supera l’abbandonato albergo Diruto fino a raggiungere l’arrivo della cabinovia. Si prosegue sempre sul sentiero 103 in direzione del vallone delle Cornacchie superando la svolta a destra per il sentiero Ventricini. Poco dopo si trova un altro bivio a destra non segnalato per un sentiero erboso che si alza lungo il crinale nord-est, seguirlo per raggiungere una sella e proseguire lungo la parete Nord fino ad arrivare ad una rampa. La via attacca a sinistra del grande diedro di Panza-Muzii-Forti sulla verticale di un diedro fessura – 1:10 ore da Cima Alta o 30 min dalla Madonnina

Relazione

  • L1: Seguire la placca appoggiata che poi prosegue con un diedrino puntando alla base della fessura (sosta su 2 spit) – 20 m, IV+
  • L2: Salire nel lungo camino fessura (chiodi) che dopo circa 30 metri presenta una cengia sulla destra (2 chiodi), si consiglia di fare una sosta intermedia. Da qui si riprende il diedro camino dritto (lato sinistro) che diventa più stretto (2 chiodi) e leggermente strapiombante (sasso incastrato), quindi si esce sulla sinistra su un terrazzino inclinato (sosta su 3 chiodi) – 55 m, VI
  • L3: Si prende il diedro fessura di destra per poi proseguire in un sistema di fessure a sinistra raggiungendo un pulpito dove si sosta su una clessidra – 45 m, IV-
  • L4: Ci si alza su una bella fessura che poco dopo diventa abbattuta e si prosegue più facilmente fino ad una zona comoda dove si esauriscono le difficoltà (sosta da allestire) – 50 m, IV-
  • L5: Da qui si può proseguire per circa 100 metri (passi di II-III) per canalini fino in cresta e poi proseguire per la cresta nord-est in vetta, in alternativa (se si sceglie la discesa per la cresta) è sufficiente alzarsi obliquando a sinistra per prendere la cresta in discesa – 100 m, II/III

Discesa

Per la discesa si può proseguire fino in cresta e continuare a risalire fino alla cima del Corno Piccolo, da qui si scende per la ferrata Danesi o la via Normale e al loro termine risalire verso la Sella dei due Corni per scendere lungo il vallone delle Cornacchie riprendendo il sentiero di salita – 2:30 dall’uscita della via alla Madonnina

In alternativa da poco sotto la cima si può percorrere la cresta e dirigersi a est lungo la parete ovest della prima spalla dove sono presenti due linee di discesa su spit con 4 doppie ciascuna. Dalla fine delle doppie ci si abbassa traversando verso sinistra fino ad incontrare il sentiero Ventricini che si percorre al contrario – 2:00 ore dalla fine delle doppie alla Madonnina

Più breve ma più articolata è la discesa lungo la cresta nord-est verso i due salti. In questo caso dall’uscita della via ci si alza di poco (senza raggiungere la cresta sovrastante) per attraversare il canale di sinistra (faccia a monte) e si raggiunge dall’alto una visibile sosta con cordone su clessidra e maglia rapida dove è possibile fare una doppia obliquando a sinistra (faccia a monte) di circa 40 metri (in alternativa si scende disarrampicando III+). Si continua per un sentiero in diagonale che porta ad una cengia esposta e si prosegue ancora qualche metro fino ad grosso sasso (2° Salto) dove è presente una catena inox con anello (nascosta dietro). Si scende in doppia per 50 metri puntando ad un terrazzino erboso a sinistra (faccia a monte), quindi si risale per 10 metri verso sinistra puntando ad un secondo sasso dove è presente una seconda doppia di 45 metri (1° Salto) sempre sulla faccia nord-est. Si giunge alla base su un sentierino che piega a sinistra in un canalino (II+) da disarrampicare e torna poco dopo sentiero verso destra e in breve riporta sul sentiero 103 verso la Madonnina – 1:30 ore dall’uscita della via alla Madonnina

Attrezzatura

  • Normale dotazione alpinistica
  • Corde doppie da 60 metri
  • Friend (misure C4 BD dal 0,3 al 3)
  • Martello, chiodi e nuts non necessari