Vai al contenuto

Cascata Salto del Nido – Val Febbraro

Bella cascata di ampie dimensioni nel cuore della Val Febbraro (vicino la Valchiavenna), numerose le linee di salita disponibili con molta variazione di anno in anno in base alla quantità di ghiaccio presente. Noi abbiamo salito la cascata sulla destra con uscita finale sempre nella stessa direzione. In generale si alternano muri verticali a cengette e tratti più facili, ma in generale abbastanza continua. Le soste sono tutte su ghiaccio, bisogna quindi anche gestire la lunghezza della corda e trovare zone comode dove spezzare i tiri. L’ultimo tiro non è banale spesso con un muro con qualche cavolfiore o stalattiti che richiedono un po’ di attenzione.

Bellezza★★★★
Prima salitaE. Guanella, P. Guanella – 1987
TipologiaCascata di ghiaccio
GradoII / WI5
EsposizioneNord
Altitudine1750 m
Dislivello (cascata / avvicinamento)190 m / 250 m (400 m dal parcheggio basso)
Tiri4
Tempo (cascata / avvicinamento)3 ore / 1,30 ore

Accesso stradale

Da Milano si utilizza la tangenziale Nord oppure l’autostrada A4 (uscita Cinisello Balsamo) per prendere la SS36 del Lago di Como e dello Spluga fino a Lecco e poi Colico. Arrivati alla rotatoria si continua sulla SS36 in direzione Chiavenna, si supera il paese verso Madesimo; dopo il centro abitato di Campodolcino si svolta a sinistra per la frazione di Isola dove si può parcheggiare poco dopo (località Mottaletta). In caso di assenza di neve si può proseguire per qualche tornante fino alla località di Case Raseri (strada non pulita e chiusa in caso di neve/ghiaccio).

Avvicinamento

Dal parcheggio di Case Raseri si attraversa il fiume con il ponte dove inizia una strada forestale, al primo tornante si prende a destra e si prosegue dritti (secondo tornante) costeggiando il fiume per un paio di chilometri. La cascata è visibile a metà della forestale, si prosegue fino ad arrivare sotto, quindi si risale il canale innevato fino alla base – 1 dal parcheggio di Ca’ Raseri oppure 1:30 min da Mottaletta

Relazione

  • L1: Si affronta una prima parte con un paio di risalti tenendo la destra, quindi in un punto più comodo si sosta su ghiaccio – 60 m, WI4
  • L2: Si prosegue verso sinistra rimanendo al centro della colata (con ghiaccio non abbondante si vede un grottino al centro), quindi una rampa verso destra per poi sostare su una cengia (sosta su ghiaccio) – 45 m, WI4
  • L3: Ancora abbastanza in verticale con un paio di salti verticali per poi uscire su una zona più appoggiata, si può raggiungere una sosta a spit su roccia in un grottino sulla sinistra, altrimenti sosta su ghiaccio dove più comodo – 40 m, WI4
  • L4: Possibile una doppia uscita sulla destra (qualche cavolfiore) o sulla sinistra, arrivati nel bosco si sosta sul primo albero utile – 40 m, WI5

Discesa

Si scende in doppia lungo la cascata, sul bosco sommitale si individuano un paio di alberi a metà della cascata con cordone e maglia rapida:

  • D1 (30 m): dalla sosta su albero in cima alla cascata (S4) ad una sosta a spit in un grottino (tenersi poco a destra faccia a monte)
  • D2 (60 m): dalla sosta precedente fino ad un punto comodo dove fare abalakov
  • D3 (60 m): dalla sosta precedente fino a terra

In caso non si trovi la sosta a spit conviene sfruttare tutta la lunghezza delle corde e creare una sosta di calata su abalakov. In alternativa (non verificato) dall’uscita ci si sposta della destra per individuare un canalino nevoso ripido dove si scende, quindi ci si riporta verso la cascata dove si individua un albero dove fare una doppia da 50 m per superare un salto roccioso fino alla base.
Da qui si ritorna a ritrovo sul sentiero dell’andata – 30 min/1 ora dalla fine delle doppie

Attrezzatura

  • Normale dotazione da cascata
  • Corde da 60 metri
  • 14 viti da ghiaccio