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Cresta Nord-Est – Corno Piccolo, Gran Sasso

La Cresta Nord Est del Corno Piccolo è una classica del massiccio dal Carattere selvaggio ed estremamente panoramico. L’itinerario si svolge lungo una serie di camini e fessure che presentano una qualità della roccia davvero sorprendente, sia che si decida di affrontarlo durante il periodo estivo dove l’ampia possibilità di protezione rende la salita sicura, sia che si decida di affrontarlo in inverno, dove in condizioni ottimali le ampie fessure ed i camini vanno a riempirsi di neve-ghiaccio dando la possibilità di una divertente progressione di Misto. La morfologia dell’itinerario lo rende un’ottimo terreno dove poter affinare le tecniche della conserva a corda corta nei tratti più facili e della conserva lunga protetta nei trattri più esposti e verticali. La panoramicità e l’esposizione sono garantite, il tutto nella splendita cornice del versante del Corno Piccolo che affaccia sulla verde valle del versante teramano, rendendo l’itinerario una classica piacevole ed idonea ad un ampio spettro di appasionati del settore.

Bellezza★★☆☆
Prima salitaEnzo Jannetta, Aldo Bonacossa – 01 nov 1923
TipologiaTrad
GradoAD, IV R2
EsposizioneNord -Est
Dislivello (via / totale)300 m / 1030 m (senza cabinovia)
Sviluppo via350 m
Tipo di rocciaCalcare – ottima
Tempo (via / totale)4 ore / 7-8 ore

Accesso stradale

Si raggiunge Prati di Tivo dalla SS80 del Gran Sasso (da L’Aquila via Campotosto oppure da Montorio al Vomano). In caso fosse aperta la cabinovia della Madonnina è consigliabile utilizzarla per ridurre il dislivello dell’avvicinamento, in caso contrario è possibile raggiungere la località Cima Alta a quota 1640 m.

Avvicinamento

Da Cima Alta prendere l’evidente sentiero (n°103) in direzione della Madonnina di Prati di Tivo, si percorre il crinale e si supera l’abbandonato albergo Diruto fino a raggiungere l’arrivo della cabinovia. Si prosegue sempre sul sentiero 103 in direzione del vallone delle Cornacchie superando la svolta a destra per il sentiero Ventricini. Poco dopo si trova un altro bivio a destra non segnalato per un sentiero erboso che si alza lungo il crinale nord-est, seguirlo per raggiungere una sella e proseguire in direzione del primo salto riconoscibile dall’evidente pilone di calcare tenendosi leggermente a sinistra dello stesso. Si arriva quindi in cima al crinale erboso dove si giunge in una zona pianeggiante ai piedi della parete del primo salto dove si individua un evidente diedro-fessura di roccia compatta nel quale attacca la via– 1:15 ore da Cima Alta o 35 min dalla Madonnina

Relazione

  • L1: La via attacca all’interno di un canale-camino nel quale si snoda una fessura con ampie possibilità di protezione, si prosegue la stessa fino al suo termine giungendo sulla sommità del primo salto dove si allestisce una sosta – 40 m, III, IV. Questo tiro può essere evitato attaccando per una facile rampa che si snoda sul crestone di destra per poi spostarsi verso sinistra andando a riprendere la fessura del primo tiro, giungendo in cima al primo salto (SOLUZIONE NON VERIFICATA, presenza di qualche chiodo nel traverso)
  • L2: Ci si sposta in direzione del secondo salto andando ad attaccare un camino a destra del filo di cresta, si prosegue nel facile camino sino ad incotrare una paretina, si attacca la stessa rimontando su una seconda terrazza dove si allestisce una sosta – 50 m c.a., III, IV-
  • L3: Dalla sosta si percorre un ulteriore tratto ripido seguendo un diedro leggermente accennato, proseguendo a volte sul filo di cresta, successivamente si piega leggermente a destra (versante prati di Tivo)puntando in direzione dell’anticima nord. Questo tratto dell’itinerario è stato percorso procedendo sia in conserva corta che in conserva lunga protetta a seconda delle difficoltà – 100/120 m, III
  • L4: Si scende, leggermente a destra, ad un intaglio pronunciato che divide l’Anticima dalla Vetta, proseguendo in conserva protetta sino ad incontrare a quota 2560 m un ancoraggio per doppia (possibilità di sosta)- 40 m, III
  • L5: Si sale l’ultima parte di cresta per ripide placchette (fino a III+); si piega un po’ alla destra della cresta sul versante Nord per poi affrontare un traverso obliquo che permette di raggiunge la cima nei pressi della croce di vetta a quota 2655 m – 100 m c.a. III/III+

Discesa

Per la discesa dalla cima del Corno Piccolo si può scendere per la ferrata Danesi o la via Normale e al loro termine risalire verso la Sella dei due Corni per scendere lungo il vallone delle Cornacchie riprendendo il sentiero di salita – 2:30 dall’uscita della via alla Madonnina

In alternativa da poco sotto la cima si può percorrere la cresta e dirigersi a est lungo la parete ovest della prima spalla dove sono presenti due linee di discesa su spit con 4 doppie ciascuna. Dalla fine delle doppie ci si abbassa traversando verso sinistra fino ad incontrare il sentiero Ventricini che si percorre al contrario – 2:00 ore dalla fine delle doppie alla Madonnina

Più breve ma più articolata è la discesa lungo la cresta nord-est verso i due salti. In questo caso dalla croce di vetta si affronta l’itinerario al contrario, andando a riabbassarsi per poi traversare nel canale di sinistra (faccia a monte) e raggiungere dall’alto una visibile sosta con cordone su clessidra e maglia rapida dove è possibile fare una doppia obliquando a sinistra (faccia a monte) di circa 40 metri (in alternativa si scende disarrampicando III+). Si continua per un sentiero in diagonale che porta ad una cengia esposta e si prosegue ancora qualche metro fino ad grosso sasso (2° Salto) dove è presente una catena inox con anello (nascosta dietro). Si scende in doppia per 50 metri puntando ad un terrazzino erboso a sinistra (faccia a monte), quindi si risale per 10 metri verso sinistra puntando ad un secondo sasso dove è presente una seconda doppia di 45 metri (1° Salto) sempre sulla faccia nord-est. Si giunge alla base su un sentierino che piega a sinistra in un canalino (II+) da disarrampicare e torna poco dopo sentiero verso destra e in breve riporta sul sentiero 103 verso la Madonnina – 1:30 ore dall’uscita della via alla Madonnina

Attrezzatura

  • Normale dotazione alpinistica
  • Corda singola da 60 m, (corde doppie da 60 metri se si vogliono fare le doppie per la discesa)
  • Friend (misure C4 BD dal 0,2 al 4) e set di nuts
  • Martello e chiodi non necessari