Salita di stampo sportivo sulla Torre Grande di Falzarego poco sopra il ristorante Strobel. La via è caratterizzata da una prima sezione di 4 tiri che si sviluppa sulla parete destra nella fessura che divide le due torri, presenta una placca super lavorata a tacche e buchetti con passi tecnici e molto divertenti ma mai banali. La parte superiore è divisa da una grande cengia che continua con un crescendo di difficoltà fino agli ultimi tiri finali di resistenza e tecnica, in particolare l’ultimo tiro (prima dell’uscita in vetta) presenta un boulder violento e di forza su buchetti e tacche da spallare in strapiombo per superare un bombé. Il tiro chiave è azzerabile, o evitabile uscendo a destra, ma è richiesto comunque un 6b+/6c solido per ripetere la via. La chiodatura a spit ha una proteggibilità S2 sui passi duri e anche S3 sul facile (volendo integrabile con qualche friend medio-piccolo), le soste sono tutte con due spit e catena tranne un paio.

| Bellezza | ★★★★ |
| Prima salita | M. Dibona & Co. – 2008 |
| Tipologia | Sportiva |
| Grado | 7a+ max (6c+ obbl.), S2 |
| Esposizione | Sud-Est |
| Dislivello (via / totale) | 260 m / 400 m |
| Sviluppo via | 300 m |
| Tipo di roccia | Calcare – ottima |
| Tempo (via / totale) | 5 ore / 6 ore |
Accesso stradale
Dal Veneto, se si proviene dall’agordino, è possibile raggiungere il paese di Alleghe tramite la SR203, si prosegue oltrepassando Caprile e si svolta a destra per la Val Fiorentina, quindi al bivio a sinistra per Cortina d’Ampezzo/Passo Falzarego e si parcheggia nei pressi della partenza della funivia. In alternativa si percorre l’autostrada A27 fino a Longarone, quindi in direzione della Val di Zoldo (SP251) superando il passo Staulanza per la Val Fiorentina; dopo Selva di Cadore si prosegue oltrepassando Colle Santa Lucia e poi come sopra per il passo Falzarego.
Avvicinamento
Dal ristorante Strobel si prende il sentiero dietro il parcheggio che porta su un sentiero più largo a mezza costa, si prende a destra e si prosegue fino ad alcune vecchie costruzioni della Grande Guerra. Si individua quindi una netta fessura divide le due torri, si risale il canale fino alla base della parete di destra, presente nome alla base e spit con cordone – 0:30 min
Relazione
- L1: Si risale la bella placca non banale su tacche piccole, facendo attenzione ad un paio di punti spesso bagnati (sosta 2 spit) – 25 m, 6b+ (10 spit e 2 chiodi)
- L2: Si continua sulla placca più ammanigliata che porta alla sosta successiva (2 spit) – 25 m, 6a (9 spit)
- L3: Ancora proseguendo per tacche e prese discrete (sosta 2 spit) – 25 m, 6a+ (8 spit)
- L4: Ultimo tiro della placca iniziale più impegnativo e di resistenza da scalare con buona tecnica, si esce sulla destra su un cengione dove si sosta (2 spit) – 30 m, 6c (13 spit)
- L5: Si salgono i primi metri su terreno facile inclinato per accedere alla parete superiore, qui si riprendono gli spit con arrampicata non banale e si punta ai due alberi più a destra (chiodo in uscita). Sosta su uno spit – 40 m, 6a (6 spit e 1 chiodo)
- L6: Si prosegue in placca senza grandi difficoltà fino all’uscita su una cengia sulla destra (sosta 2 spit) – 20 m, 5c+ (5 spit)
- L7: Si sale sulla destra un risalto (chiodo) e poi obliquando a destra in placca (clessidra) si raggiunge una prima sosta su 2 spit vicino ad un ramo secco (tratto in comune con la via Dibona) – 25 m, 4b (1 chiodo e 2 clessidre)
- L8: La placca ora diventa più a buchi con arrampicata molto divertente (sosta 2 spit) – 25 m, 6a+ (6 spit)
- L9: Superati i primi metri facili si affronta un muro leggermente aggettante di resistenza su buchi, quindi si esce su placca appoggiata fino alla sosta (sosta 2 spit) – 30 m, 6c (8 spit e 1 clessidra)
- L10: Il tiro chiave risulta molto ostico e violento anche se azzerabile, si risale la pancia per piccole tacche e buchetti da spallare, non appena si esce ancora una sezione di resistenza per poi proseguire più facilmente in sosta (spit e clessidra) – 30 m, 7a+ (12 spit)
In alternativa si può evitare il tiro traversando a destra e aggirando lo spigolo (chiodo) per poi prendere un terreno più facile che conduce in vetta. - L11: Si prosegue su terreno facile fino in vetta dove si sosta su spuntone – 30 m, II+ (1 spit)

Discesa
Dall’uscita della via si prosegue facilmente sul pianoro in vetta in direzione nord-ovest fino ad un canalino che si può disarrampicare o scendere con 3 doppie da 25 metri circa su anello cementato. Si arriva ad una forcella e si prende sulla sinistra (faccia a valle) dove inizia una traccia con ometti che riporta sul sentiero principale dell’andata e in breve al parcheggio – 1 ora dall’uscita della via
Attrezzatura
- Normale dotazione alpinistica
- Corde doppie da 50 metri o singola da 70 metri
- Friend non necessari (in caso si voglia integrare i tiri più facili, misure C4 BD dallo 0,3 al 0,5)
- Chiodi e martello non necessari









