La Mario-Di Filippo sulla 2a Spalla è probabilmente una delle vie più belle ed entusiasmanti della parete con un’arrampicata in fessura spesso sostenuta ma al tempo stesso con un’ottima qualità della roccia. Il secondo e terzo tiro sono due capolavori che sfruttano dei diedri-fessura con movimenti spesso faticosi ma di soddisfazione. Le soste dei tiri principali sono a spit mentre lungo i tiri è presente giusto qualche chiodo e cordino ma in generale la proteggibilità è sempre ottima a patto di avere un buon assortimento di friend (vedi sezione Attrezzatura), sul terzo tiro sono presenti due varianti, in caso di traverso bisogna fare attenzione agli attriti che, anche a causa della lunghezza del tiro, possono risultare problematici. Gli apritori riuscirono nello stesso giorno a risalire anche l’omonima via sulla 1a Spalla ottenendo un itinerario da quasi 500 metri di sviluppo, senza dubbio da consigliare alle cordate più veloci.

| Bellezza | ★★★★ |
| Prima salita | L. Mario, F. Di Filippo – 24 agosto 1962 |
| Tipologia | Trad |
| Grado | TD, VII- R2 |
| Esposizione | Ovest |
| Dislivello (via / totale) | 260 m / 700 m (senza cabinovia) |
| Sviluppo via | 300 m |
| Tipo di roccia | Calcare – ottimo |
| Tempo (via / totale) | 4 ore / 7 ore |
Accesso stradale
Si raggiunge Prati di Tivo dalla SS80 del Gran Sasso (da L’Aquila via Campotosto oppure da Montorio al Vomano). In caso fosse aperta la cabinovia della Madonnina è consigliabile utilizzarla per ridurre il dislivello dell’avvicinamento a 550 metri scarsi, in caso contrario è possibile parcheggiare in località Cima alta (Arapietra) facilmente raggiungibile percorrendo la strada che sale dal piazzale della partenza della Cabinovia dei prati di Tivo a quota 1650 m.
Avvicinamento
Dal Parcheggio prendere l’evidente sentiero (n°103) in direzione della Madonnina di Prati di Tivo, si percorre il crinale e si supera l’abbandonato albergo Diruto fino a raggiungere l’arrivo della cabinovia. Si prosegue sempre sul sentiero 103 in direzione del vallone delle Cornacchie e poco dopo svoltare a destra per il sentiero Ventricini. Continuare lungamente per il tracciato a mezzacosta fino all’altezza delle Spalle, superate due selle inizia il tratto attrezzato scendendo nel canale del Tesoro e si risale tramite due scalette. L’attacco della via è nel canale a sinistra al termine della seconda scaletta – 1:30 ore da Arapietra o 45 min dalla Madonnina
Relazione
- L1: La via attacca lungo un evidente diedro (accesso in comune con Amore-Gambini). Si risale il diedro che tende a sinistra con arrampicata facile ma poco proteggibile nel tratto iniziale. Alla fine del canale ci si sposta sulla destra dove si nota una sosta 2 chiodi e 1 spit – 35 m, IV-
- L2: Dalla sosta ci si alza per la bella fessura sovrastante (chiodi) che termina su un tetto, poco prima ci si sposta in leggero strapiombo a sinistra riprendendo la faticosa fessura fino all’uscita (sosta su 2 spit) – 35 m, VII-
- L3: Si prosegue comodamente per terreno facile traversando a destra portandosi in direzione di una bella placca compatta delimitata a destra da un diedro (la sosta si trova sul lato destro, 2 spit) – 20 m, III
- L4: Ci si alza nel diedro con bella arrampicata in fessura (clessidra e chiodo), fino ad arrivare ad uno spuntone con cordone. Qui si può traversare a sinistra in placca (difficile proteggere, allungare le protezioni) per andare a prendere un’altra fessura più facile che si percorre integralmente fino alla sosta su 2 spit (V+).
In alternativa dallo spuntone ci si continua ad alzare obliquando a sinistra per prendere una fessura più piccola che conduce alla medesima sosta (VI) – 55 m, VI - L5: Si continua tendendo a destra in placca (clessidra) per riprendere il diedro del tiro precedente che dopo poco diventa camino e si prosegue fino alla sosta (da allestire) – 40 m, IV+
- L6: Ancora nel diedro camino che dopo un po’ diventa più facile (III), si prosegue il tiro senza una lunghezza obbligata e con sosta da allestire – 40 m, IV
- L7: Ultimi metri facili conducono in un forcellino di uscita sulla cima della seconda spalla, presente sosta con 2 fittoni – 30 m, III

Discesa
Per la discesa la soluzione più veloce sono 2 doppie nel canale Bonacossa (la prima sosta si trova nello stesso forcellino di uscita della via a distanza di circa 3 metri sul versante N-E verso il canale, oppure sempre sullo stesso versante ci si sposta 4 metri a sinistra e si trova una nuova sosta), in alternativa si scende a piedi per il canale (soluzione consigliata in caso di affollamento).
Per le doppie sul Bonacossa sono presenti 4 soste nuove, con le corde da 60 metri si possono concatenare (2 doppie), sulla sinistra (faccia a monte) è presente un’altra linea di doppie con soste su clessidre e chiodi:
- D1 (30 m): Dalla sosta (3 spit oppure più a sinistra, direzione N, 2 fittoni con anello) si cala in verticale sulla placca fino ad una sosta con 2 fittoni e anello
- D2 (30 m): Dalla sosta precedente si continua in verticale leggermente a destra fino ad un’altra sosta su 2 fittoni e anello
- D3 (25 m): Dalla sosta precedente si continua in verticale leggermente a destra fino ad un’altra sosta su 2 fittoni e anello
- D4 (30 m): Dalla sosta precedente si continua in verticale fino a terra
Si scendono gli ultimi 50 metri a piedi fino a riprendere il sentiero (ometti) che riportano sul sentiero Ventricini che si percorre al contrario fino alla macchina – 1:30 min dalla fine delle doppie alla Madonnina
A piedi si prosegue la cresta raggiungendo poco dopo la forcella che separa la seconda dalla prima Spalla, quindi si scende nel canale con un passo di III+ (presenti vari cordoni fissi). Alla base del canale si prosegue come sopra – 1:30 dall’uscita della via alla Madonnina
Attrezzatura
- Normale dotazione alpinistica
- Corde doppie da 60 metri
- Friend (misure C4 BD dal 0,1 al 4, raddoppiare misure 1-2-3), utile ma non indispensabile il set di nuts
- Martello e 4 chiodi







