La via Clean Climb al Monte Nero di Presanella rappresenta una salita di grande impegno e soddisfazione alpinistica, un itinerario di alta montagna che affronta le linee di debolezza dell’imponente parete ghiacciata sfruttando canali e diedri molto particolari, offrendo un arrampicata di misto di incredibile bellezza. La prima parte del tracciato alterna un’arrampicata tecnica su diedri rocciosi con abbondanza di fessure consolidate da colate ghiacciate a vere e proprie lingue di neve trasformata sulle quali sviluppare le abilità della classica piolet tracion. Degno di nota il nastro ghiacciato del diedro del 4° tiro da affrontare con un’arrampicata tecnica sfruttando sia l’esile nastro ghiacciato che gli incastri con le piccozze sullo spettacolare granito circostante. La via non presenta particolari criticità, tuttavia bisogna considerare l’impegno rilevante della parete, inserita in una valle ghiacciata completamente selvaggia, inoltre l’assenza quasi totale di materiale presente in via ne aumenta notevolmente l’impegno alpinistico dunque la possibilità di uscire fuori via. Le soste sono tutte da allestire, tuttavia lungo l’itinerario c’è abbondante presenza di fessure e massi incastrati dove poter realizzare le stesse con frend e cordini. L’ambiente in cui si sviluppa questa couloir è selvaggio e spettacolare facendo guadagnare al complesso montuoso della Cima Presanella l’appellativo di piccola parete Himalayana, fama che ne aumenta il fascino alpinistico ma che mette in guardia dal non sottovalutarla. Da considerare anche l’impegno della discesa, consistente in due doppie che si snodano in un canale con presenza di blocchi istabili da attenzionare, che portano su di un pendio ghiacciato da discendere in disarrampicata prestando attenzione data la pendenza mai banale, per poi giungere dal versante opposto del Monte Nero e discendendo nella valle morenica andare ad intercettare la via normale che riporta al rifugio Segantini.

| Bellezza | ★★★★ |
| Prima salita | Giovanni Ghezzi, Demis Lorenzi – 02/11/2014 |
| Tipologia | Misto |
| Grado | TD, WI3, M4+, IV |
| Esposizione | Nord-Est |
| Dislivello (via / totale) | 500 m / 1350 m |
| Sviluppo via | 500 m |
| Tipo di roccia | Granito – ottimo |
| Tempo di salita (via / totale) | 7 ore / 13 ore |
Accesso stradale
Procedendo sull’autostrada A22 in direzione Trento, si prende l’uscita per Rovereto sud. Si procede sulla ss240 per poi svoltare sulla ss45 bis in direzione di Sarche. Successivamente si procede sulla ss237 sino all’altezza di Ragoli dove si svolta sulla sp34 per poi intercettare la ss 239 in direzione di Pinzolo/ Carisolo. Arrivati al bivio per Sant’ Antonio di Mavignola, al tornante imboccare la strada per la Val Nambrone (IMPORTANTE verificare che la sbarra sia aperta, possibili interdizioni nel periodo invernale), dirigendosi verso il rifugio Nambrone superato il quale dopo alcuni chilometri si incontra una seconda sbarra dove si parcheggia. Dal punto in cui si parcheggia in prossimità della seconda sbarra sarebbe possibile proseguire con la macchina per arrivare al parcheggio della Malga Vallina D’amola tuttavia questa soluzione è possibile solo nel periodo estivo con assenza di neve. Negli ultimi anni l’interdizione della strada per la val Nambrone viene fatta solitamente ad inizio Novembre, periodo in cui gli itinerari vanno in condizioni. Questo obbliga a posteggiare l’auto nei pressi del bivio dilatando notevolmente i tempi per raggiungere il rifugio Segantini.
Avvicinamento
Se si parcheggia l’auto nei pressi del bivio per la Val Nambrone (Interdizione in vigore, sbarra chiusa) bisogna considerare un tragitto su strada asfaltata di circa 5 km a piedi per raggiungere la seconda sbarra. Dalla seconda sbarra imboccare una strada asfaltata in direzione della Malga Vallina D’amola. Arrivati al parcheggio della Malga si imbocca il sentiero ben segnalato che inerpicandosi sui rilievi posti dietro la Malga stessa porta al Rifugio Segantini, dove è consigliato bivaccare in un comodo locale invernale con circa 8 posti letto. Dal Rifugio si prende un sentiero segnalato da bolli per la via normale alla Presanella, arrivando sul colle in direzione della Bocca D’amola. Dal colle si scende nella valle glaciale avendo come riferimento sulla sinistra la Cima Presanella ed il Monte Nero, puntando in direzione di un evidente canale in fondo alla valle (il canale non è il coulouir dell’H). Avanzando nella valle ghiacciata si riesce ad individuare il Coulouir dell’H posto alla sinistra (faccia a monte) dell’evidente canale individuato in partenza. L’attacco della via si trova sulla sinistra (faccia a monte) del Coulouir dell’H, riconoscibile in un diedro fessurato. Per raggiungerlo bisogna affrontare un primo pendio ghiacciato e sistemarsi alla base dove si può allestire una sosta. – 3/4 ore dal parcheggio al Rifugio Segantini, i tempi potrebbero dilatarsi ulteriormente a seconda delle condizioni d’innevamento presenti. Dal rifugio Segantini altre 3/4 ore all’attacco della via.
Relazione
- L1: Si attacca il diedro fessurato seguendo belle fessure ghiacciate con varie possibilità di protezione, ( possibilità di trovare chiodi di sosta intermedi, soluzione non verificata) sino a raggiungere un punto del canale dove si esce sulla sinistra per fare sosta su grande masso incastrato – 50 metri, M4
- L2: Si rientra nel canale per raggiungere un punto in cui questo si biforca (chiodo con cordino che indica il bivio), proseguire verso sinistra (faccia a monte) affrontando un risalto costituito da un masso incastrato, superato il quale ci si immette in un diedro innevato formato da vari risalti al termine del quale sulla sinistra si incontra una placca dove si sosta con friends – 60 metri, M4, IV
- L3 Ci si alza tendendo verso destra, superando delle zone di roccia compatta alternata a tratti di ghiaccio per andare a guadagnare un diedro ghiacciato molto aperto. Lo si percorre puntando ad una caratteriatica placca verticale fessurata che costituisce la parete destra dello splendido diedro del quarto tiro. Si sosta con friends alla base della placca – 60 metri, M4
- L4: Si affronta il bellissimo diedro all’interno del quale si snoda un esile rigola di ghiaccio e neve trasformata, la proteggibilità è possibile sul lato sinistro del diedro nella parte iniziale, mentre diventa assai più rada nella parte alta dello stesso. Una volta usciti dal diedro ci si immette in un canale dove poco dopo si sosta sulla sinistra con friends – 60 metri, M4 poi pendio 55°.
- L5: Ci si alza sulla verticale affrontando un breve ma delicato risalto costituito da roccia compatta e ghiaccio sottile, superato il quale ci si immette in un canale nevoso da seguire sino al suo termine. Successivamente si affronta una paretina spostandosi verso destra per andare a sostare con friends alla base di un altro evidente canalino – 60 metri, M4
- L6: Si prosegue nel canale innevato che si alterna a dei risalti rocciosi sino a sostare con friends sulla destra – 60 metri, M4
- L7: Si affronta un muretto verticale su roccia inserendosi in un diedro incassato con lame di roccia sporgenti che richiedono un arrampicata delicata e d’incastro, sino ad arrivare ad un pulpito in cima al quale si sosta su spuntone e friends – 40 metri, M4+
- L8: Dal pulpito si prosegue traversando verso destra dirigendosi verso una rampa di neve sopra la quale si snoda un diedro roccioso breve ma intenso, superato il quale si prosegue su terreno non obbligato in direzione del filo di cresta – 60 metri, M4+
- L9: Tiro di trasferimento per raggiungere la prima sosta di calate in doppia.

Discesa
La discesa si effettua in doppia, tuttavia per intercettare la prima linea di calata bisogna uscire in vetta e successivamente spostarsi sul filo di cresta verso destra (faccia a monte) puntando alla cima Presanella. Prima dell’intaglio che divide la cima Presanella dalla vetta della via si intercetta la prima sosta e si procede come di seguito:
- D1 (50 m circa): dalla sosta di calata posta sulla cima della via costituita da cordone con maglia rapida su masso incastrato, alla sosta sottostante da ricercare ( ATTENZIONE, sulla linea di calata sono presenti due soste, una è posta sulla sinistra faccia a monte ma risultava in cattivo stato, l’altra è posta poco più in basso sulla linea di calata, è costituita da cordone e maglia rapida su spuntone, ed è stata rinforzata con kevlar da noi)
- D2 (50 m): dalla sosta descritta sopra si cala il più possibile raggiungendo un pendio nevoso con forte pendenza dal quale si scende in disarrampicata (possibile conserva) sino a che le pendenze si addolsciscono e si cammina.
Da qui si cammina andando ad intercettare nuovamente la via normale alla Presanella che porta di nuovo al rifugio Segantini.
Attrezzatura
- Normale dotazione alpinistica invernale
- Corde doppie da 60 metri
- 3-4 viti da ghiaccio
- Friend (misure dal 0,2 al 3 BD)










