Aiuky è un itinerario un po’ da ricercare al centro della parete Nord del Corno Piccolo. Le difficoltà tecniche sono generalmente intorno al V+ con il primo tiro che affronta una placca molto bella e tecnica. Sebbene la via sia intuitiva (si susseguono fessure e diedri) non è da sottovalutare alpinisticamente visto il poco materiale presente in via e la metà delle soste da allestire da zero ricorrendo a protezione veloci e/o chiodi.
Risulta comunque una delle vie più lunghe sulla parete nord che rimane una delle pareti più ambite nel periodo centrale dell’estate, unendo al grado una buona dose di ingaggio tecnico e una discesa da non sottovalutare se non si conosce la posizione esatta delle doppie lungo la cresta nord-est.

| Bellezza | ★★★☆ |
| Prima salita | B. Vitale, R. Alloi – 1994 |
| Tipologia | Trad |
| Grado | TD, VI R2 |
| Esposizione | Nord |
| Dislivello (via / totale) | 180 m / 750 m (senza cabinovia) |
| Sviluppo via | 230 m |
| Tipo di roccia | Calcare – ottima |
| Tempo (via / totale) | 4 ore / 7-8 ore |
Accesso stradale
Si raggiunge Prati di Tivo dalla SS80 del Gran Sasso (da L’Aquila via Campotosto oppure da Montorio al Vomano). In caso fosse aperta la cabinovia della Madonnina è consigliabile utilizzarla per ridurre il dislivello dell’avvicinamento a 360 metri, in caso contrario è possibile raggiungere la località Cima Alta a quota 1640 m.
Avvicinamento
Da Cima Alta prendere l’evidente sentiero (n°103) in direzione della Madonnina di Prati di Tivo, si percorre il crinale e si supera l’abbandonato albergo Diruto fino a raggiungere l’arrivo della cabinovia. Si prosegue sempre sul sentiero 103 in direzione del vallone delle Cornacchie superando la svolta a destra per il sentiero Ventricini. Poco dopo si trova un altro bivio a destra non segnalato per un sentiero erboso che si alza lungo il crinale nord-est, seguirlo per raggiungere una sella e proseguire lungo la parete Nord fino ad arrivare ad una rampa che si risale (passi di II+) senza raggiungere il pulpito. La via attacca sulla placca delimitata a sinistra e destra da due canali – 1:10 ore da Cima Alta o 30 min dalla Madonnina
Relazione
- L1: La via attacca su una placca dove è presente un chiodo con fettuccia, si prosegue con passi tecnici fino ad una clessidra con fettuccia. Da qui ci si alza per andare a prendere una fessura leggermente a sinistra (chiodo) che si risale fino alla sosta (2 chiodi) – 45 m, VI
- L2: Si affronta lo strapiombino sopra la sosta o lo si aggira a sinistra in fessura fino ad una cengia (possibile sosta intermedia su 2 chiodi), da qui ci si alza su una bella fessura (clessidre) e ci si sposta sulla destra su una sosta (2 chiodi) – 30 m, V+
- L3: Dalla sosta ci si alza traversando verso sinistra (2 clessidre con cordino) e si raggiunge un diedro sotto una pala aggettante in comune con la via Ma.Ir.El. (chiodi). Si percorre il diedro fino ad un ribaltino che porta ad un ultima fessura fino ad una comoda terrazza (sosta da allestire) – 55 m, V+
- L4: Si sale a sinistra lungo un canale facile fino ad una sosta intermedia di Fog (spit e chiodo) che si oltrepassa giungendo ad una forcella panoramica. Da qui si continua nel primo canale a destra (clessidra) e si raggiunge un pulpito dove si sosta (da allestire) – 40 m, III
- L5: Alzarsi sul pilastro in placca senza una via obbligata sfruttando qualche clessidra, dopo circa 30 metri si tende al bordo sinistro dove sono presenti due clessidre per sostare – 40 m, IV+
- L6: Si prende la fessura sopra la sosta (chiodo con fettuccia) fino a che non si esaurisce e si prosegue con minori difficoltà fino ad un intaglio (sulla sinistra possibile sosta su 2 chiodi), è preferibile continuare fino ad un secondo intaglio dove la sosta va allestita. Da qui si prosegue slegati – 50 m, IV+

Discesa
Per la discesa si può risalire fino alla cima del Corno Piccolo e scendere per la ferrata Danesi o la via Normale e al loro termine risalire verso la Sella dei due Corni per scendere lungo il vallone delle Cornacchie riprendendo il sentiero di salita – 2:30 dall’uscita della via alla Madonnina
In alternativa da poco sotto la cima si può percorrere la cresta e dirigersi a est lungo la parete ovest della prima spalla dove sono presenti due linee di discesa su spit con 4 doppie ciascuna. Dalla fine delle doppie ci si abbassa traversando verso sinistra fino ad incontrare il sentiero Ventricini che si percorre al contrario – 2:00 ore dalla fine delle doppie alla Madonnina
Più breve ma più articolata è la discesa lungo la cresta nord-est verso i due salti. In questo caso dall’uscita della via ci si alza di poco per attraversare il canale di sinistra (faccia a monte) e si raggiunge dall’alto una visibile sosta con cordone su clessidra e maglia rapida dove è possibile fare una doppia obliquando a sinistra (faccia a monte) di circa 40 metri (in alternativa si scende disarrampicando III+). Si continua per un sentiero in diagonale che porta ad una cengia esposta e si prosegue ancora qualche metro fino ad grosso sasso (2° Salto) dove è presente una catena inox con anello (nascosta dietro). Si scende in doppia per 50 metri puntando ad un terrazzino erboso a sinistra (faccia a monte), quindi si risale per 10 metri verso sinistra puntando ad un secondo sasso dove è presente una seconda doppia di 45 metri (1° Salto) sempre sulla faccia nord-est. Si giunge alla base su un sentierino che piega a sinistra in un canalino (II+) da disarrampicare e torna poco dopo sentiero verso destra e in breve riporta sul sentiero 103 verso la Madonnina – 1:30 ore dall’uscita della via alla Madonnina
Attrezzatura
- Normale dotazione alpinistica
- Corde doppie da 60 metri
- Friend (misure C4 BD dal 0,3 al 3) e set di nuts
- Martello e 2-3 chiodi








