Situata sulla parete Sud-Ovest della 2a Spalla, Il Vecchiaccio rimane una delle grandi classiche sul Corno Piccolo. La via ormai è largamente attrezzata sia nelle soste (la maggior parte delle quali con spit e catena) sia lungo la via dove si trovano diversi chiodi. L’arrampicata rimane molto bella e tecnica, senza particolari difficoltà, sulla rocca stellare che caratterizza la seconda Spalla del Corno Piccolo. In origine i primi apritori uscirono sull’ultimo tiro di Aquilotti 72 (VI-) dove sono presenti numerosi chiodi a pressione, successivamente Bini tornò in solitaria per la prima ripetizione e aprì una variante a sinistra di Aquilotti dove le protezioni (fittone e clessidra) sono abbastanza distanti. Per le cordate veloci si consiglia di concatenare con una via sulla parete sud della 1a Spalla.

| Bellezza | ★★★★ |
| Prima salita | P. Bini, M. Marcheggiani e V. Plumari – luglio 1977 |
| Tipologia | Trad |
| Grado | TD-, VI R3 |
| Esposizione | Sud-Ovest |
| Dislivello (via / totale) | 170 m / 630 m (senza cabinovia) |
| Sviluppo via | 210 m |
| Tipo di roccia | Calcare – ottimo |
| Tempo (via / totale) | 2,3 ore / 6 ore |
Accesso stradale
Si raggiunge Prati di Tivo dalla SS80 del Gran Sasso (da L’Aquila via Campotosto oppure da Montorio al Vomano). In caso fosse aperta la cabinovia della Madonnina è consigliabile utilizzarla per ridurre il dislivello dell’avvicinamento a 550 metri scarsi, in caso contrario è possibile raggiungere la località Cima Alta a quota 1640 m.
Avvicinamento
Da Cima Alta prendere l’evidente sentiero (n°103) in direzione della Madonnina di Prati di Tivo, si percorre il crinale e si supera l’abbandonato albergo Diruto fino a raggiungere l’arrivo della cabinovia. Si prosegue sempre sul sentiero 103 in direzione del vallone delle Cornacchie e poco dopo svoltare a destra per il sentiero Ventricini. Continuare lungamente per il tracciato a mezzacosta fino all’altezza delle Spalle, superate due selle inizia il tratto attrezzato scendendo nel canale del Tesoro e si risale tramite due scalette. Risalito il canale si arriva ad un pulpito sotto la parete sud-ovest da dove parte la via – 1:40 ore da Cima Alta o 1 ora dalla Madonnina
Relazione
- L1: La via attacca su una placca discontinua sotto una grande lama. Si risale a destra della placca e dopo qualche metro si obliqua versi sinistra puntando alla base della fessura della grande lama fino ad arrivare in cengia. Ci si sposta a sinistra fino ad una prima sosta (2 chiodi con moschettone) oppure poco più a sinistra 2 spit con catena – 40 m, IV
- L2: Percorrere la bella lama-fessura a sinistra fino ad un tricam incastrato, quindi si può proseguire lungo la fessura che diventa leggermente strapiombante fino a che questa termina, in alternativa ci si porta in placca a destra (chiodo) e arrivati ad una sosta intermedia (clessidra, chiodo e spit) si prosegue nel diedrino fino ad un pulpito a sinistra dove si sosta (2 spit con catena oppure 2 chiodi+clessidra) – 50 m, V
- L3: Alzarsi dritti ad un chiodo in una bella placca e proseguire obliquando a destra verso un diedro che si percorre fino a che non si esaurisce, quindi ci si alza a destra portandosi su una placca a rivoli continuando ad obliquare fino alla sosta (chiodo e cordino di acciaio su clessidra) – 30 m, V+
- L4: Salire in verticale lungo la placca (clessidra) e raggiungere una rampa obliqua superando un tettino, continuare lungo la rampa e dopo qualche metro alzarsi dritti in placca verso la sosta (2 spit con catena) – 35 m, V
- L5: Da qui si può proseguire per la variante aperta da Bini: si risale dritti fino ad un fittone e quindi si obliqua a sinistra fino ad una clessidra con cordone, traversare a sinistra per diversi metri (sprotetto) e dopodiché alzarsi su una serie di rivoli raggiungendo un ultimo diedrino che porta fuori dalla via. In alternativa dalla sosta ci i sposta di due metri a destra e si percorre l’ultimo tiro di Aquilotti 72 con numerosi chiodi a pressione (aperta in artificiale), raggiunto un tetto si aggira a sinistra traversando poi per raggiungere il diedrino di uscita. Sosta su due fittoni – 40 m, VI

Discesa
Per la discesa la soluzione più veloce sono 2 doppie nel canale Bonacossa (la prima sosta si trova nello stesso forcellino di uscita della via a distanza di circa 3 metri sul versante N-E verso il canale, oppure sempre sullo stesso versante ci si sposta 4 metri a sinistra e si trova una nuova sosta), in alternativa si scende a piedi per il canale (soluzione consigliata in caso di affollamento).
Per le doppie sul Bonacossa sono presenti 4 soste nuove, con le corde da 60 metri si possono concatenare (2 doppie), sulla sinistra (faccia a monte) è presente un’altra linea di doppie con soste su clessidre e chiodi:
- D1 (30 m): Dalla sosta (3 spit oppure più a sinistra, direzione N, 2 fittoni con anello) si cala in verticale sulla placca fino ad una sosta con 2 fittoni e anello
- D2 (30 m): Dalla sosta precedente si continua in verticale leggermente a destra fino ad un’altra sosta su 2 fittoni e anello
- D3 (25 m): Dalla sosta precedente si continua in verticale leggermente a destra fino ad un’altra sosta su 2 fittoni e anello
- D4 (30 m): Dalla sosta precedente si continua in verticale fino a terra
Si scendono gli ultimi 50 metri a piedi fino a riprendere il sentiero (ometti) che riportano sul sentiero Ventricini che si percorre al contrario fino alla macchina – 1:30 min dalla fine delle doppie alla Madonnina
A piedi si prosegue la cresta raggiungendo poco dopo la forcella che separa la seconda dalla prima Spalla, quindi si scende nel canale con un passo di III+ (presenti vari cordoni). Alla base del canale si prosegue come sopra – 1:30 dall’uscita della via alla Madonnina
Attrezzatura
- Normale dotazione alpinistica
- Corde doppie da 50 metri
- Friend (misure C4 BD dal 0,2 al 3) e set di nuts
- Martello e chiodi non necessari







