La via del Monolito è una grande classica della parete che sfrutta la linea tra lo spigolo sinistro e il monolito seguendo un bel diedro risalito dagli apritori in parte in artificiale. Non presenta difficoltà estreme ed è ben proteggibile oltre ad avere diverso materiale in via, è ideale come primo approccio alla parete o concatenando con un’altra via sul monolito inferiore dando continuità e lunghezza alla risalita che viceversa sarebbe abbastanza corta. La roccia è ottima e con i primi due tiri di fessura regala divertimento nella scalata, le prime due soste sono dotate di chiodi mentre le altre si può fare ricorso ai friend se non si vuole portare il martello.

| Bellezza | ★★★★ |
| Prima salita | F. Cravino, L. D’Angelo, S. Jovane – 7 ottobre 1956 |
| Tipologia | Trad |
| Grado | TD-, VI (V A0) R2 |
| Esposizione | Est |
| Dislivello (via / totale) | 140 m / 1000 m (senza cabinovia) |
| Sviluppo via | 160 m |
| Tipo di roccia | Calcare – ottima |
| Tempo (via / totale) | 3 ore / 7 ore |
Accesso stradale
Si raggiunge Prati di Tivo dalla SS80 del Gran Sasso (da L’Aquila via Campotosto oppure da Montorio al Vomano). In caso fosse aperta la cabinovia della Madonnina è consigliabile utilizzarla per ridurre il dislivello dell’avvicinamento a 360 metri, in caso contrario è possibile raggiungere la località Cima Alta a quota 1640 m.
Avvicinamento
Da Cima Alta prendere l’evidente sentiero (n°103) in direzione della Madonnina di Prati di Tivo, si percorre il crinale e si supera l’abbandonato albergo Diruto fino a raggiungere l’arrivo della cabinovia. Si prosegue sempre sul sentiero 103 in direzione del vallone delle Cornacchie superando la svolta a destra per il sentiero Ventricini. Si continua oltre il passo delle scalette e dopo una serie di tornanti si attraversa il vallone delle Cornacchie (prima di arrivare al rifugio) in direzione della parete est, si prosegue oltre il monolito inferiore per prendere un canale alla sua sinistra. Si risale il canalino (II e un passo di III, diversi chiodi e fittoni) fino alla cengia superiore, si sale sotto una fessura a sinistra del monolito superiore vicino un grosso masso – 2:00 ore da Cima Alta o 1 ora dalla Madonnina
Relazione
- L1: Si risale la fessura che tende a destra fino al suo termine (cordone) quindi si prende un’altra fessura più tecnica che obliqua a destra sotto il tetto triangolare (chiodi), quindi si aggira ancora a destra per raggiungere una placca appoggiata in un diedro dove si sosta (4 chiodi) – 50 m, V
- L2: Ci si alza nella fessura diedro (diversi chiodi) e la si percorre finché non diventa aggettante, quindi ci si sposta in placca sulla destra per superare il risalto e poi facilmente si arriva in sosta (2 chiodi e clessidra con cavo di acciaio) – 30 m, VI
- L3: Si prosegue per un canalino con svariate fessure che poi si sdoppia in due camini, quello di sinistra più divertente mentre quello di destra più facile. Sosta da allestire, consigliata sul camino di destra – 35 m, IV+
- L4: Si prosegue nel camino di destra (III) fino ad un ultimo risalto che porta fuori le difficoltà a pochi metri dalla vetta dove sono presenti alcuni spit singoli (sosta da allestire). Si può concatenare il tiro con il precedente (necessaria corda da 60 metri, attenzione agli attriti) – 25 m, IV

Discesa
Per la discesa ci sono varie possibilità: in doppia lungo la via Rosy+canale di accesso, a piedi per la ferrata Danesi o la via Normale, in doppia lungo le Clessidre – 2/2:30 ore
Doppie Rosy + Canale di accesso
Dall’uscita della via ci si sposta di qualche metro a destra per prendere una sosta con catena dalla via Rosy, quindi con 3 doppie si è alla base del monolito superiore, da qui a ritroso si torna al canale di accesso che si percorre a piedi o con una doppia da 60 metri (pericoloso a causa di numerose rocce instabili), quindi a piedi analogamente all’andata
A piedi
Dall’uscita della via si seguono i bolli rosso/bianchi che in breve portano all’inizio del cavo della ferrata Danesi, la si percorre integralmente fino alla base. In alternativa si può proseguire poco oltre il cavo (segnavia presenti) per scendere dalla via normale che conduce sempre alla base della ferrata. Da qui si prende il sentiero 103 verso est (sinistra) che riporta al rifugio Franchetti e da qui analogamente all’andata.
Doppie sulle Clessidre
Dall’uscita della via si segue il sentiero verso la ferrata Danesi, si supera e si prosegue oltre superando anche l’uscita della via normale. Facilmente in cresta si raggiunge la sommità della parete nord-est della 1a spalla del Corno Piccolo dove sono presenti 2 linee di 4 comode doppie. Dalla base ci si abbassa traversando verso sinistra fino ad incontrare il sentiero Ventricini che si percorre verso la Madonnina fino ad incontrare il sentiero dell’andata.
Attrezzatura
- Normale dotazione alpinistica
- Corde doppie da 60 metri
- Friend (misure C4 BD dal 0,3 al 3) e set di nuts
- Martello e 2 chiodi utili ma non indispensabili





